Siamo arrivati alla sesta puntata di Spin Off, le interviste che nascono in trasmissione e continuano dopo, perché ci sono artisti italiani che ci piace continuare a seguire, di cui ci piace raccontarvi di più.
Ospite del sesto episodio (gli altri li trovate raccolti a questo link) è una band da esportazione: la Casa del Mirto. Li abbiamo scoperti attraverso una recensione del loro splendido, ultimo LP - 1979 (un doppio, il cui "lato B" è composto dai remix curati da artisti interessantissimi tra cui una nostra vecchia conoscenza) - proposta in una delle prime puntate de Gli IndiePatici dal nostro amico Enver, che già ne aveva parlato ampiamentesuItalian Embassy. E in questi ultimi mesi Marco Ricci e i suoi sodali (tra cui Luigi Segnana, che ha risposto alle nostre domande durante la 36esima puntata) stanno raccogliendo consensi dalla critica e soprattutto dal pubblico.
Autori di una chillwave con influenze 80s e un'attitudine a suonare che li caratterizza come live band, piuttosto che come producers, oltre al già citato 1979 (+remix) questi ragazzi hanno rilasciato nell'arco di poco più di 12 mesi una serie di EP e singoli in download digitale gratuito (tra cui segnaliamo The Eternal e Poison) e la bellissima Just Promise, con il featuring di Freddy Rupert (dei Former Ghosts).
Eva Mon Amour, ovvero:
due anni di tour quasi senza soste (superata da tempo la soglia delle 100 date), durante i quali hanno raccolto ottime recensioni per La doccia non è gratis (uscito a fine 2009 per 29 Records), un riconoscimento importante come essere stati inclusi tra le 10 "Rivelazioni Live" del 2011 da KeepOn, e pochi giorni fa la pubblicazione di un EP, La malattia dei numeri, per XL di Repubblica (free download a questo link).
Da questo ultimo EP è rimasta però fuori una canzone che a noi piace molto: Dimmi chi ti sposi.
Abbiamo chiesto al nostro amico Shiva Bakta, all'anagrafe Lidio (intervistato in una delle ultime puntate - questo il podcast), di mettere nero su bianco la ricetta per una canzone estiva (e chi meglio di lui, che si è inventato il primo blog di cucina indie?!?!).
E lui ci ha spiegato come ha cucinato Little Song For D.S. (I pee in my pants).
[SIGLA] Luigi Tenco – Il tempo dei limoni Eva Mon Amour – In cantina (ce, ce, ce)
Port-Royal – Pink
Marlowe – Chiedi al buio
Casa del Mirto – (My) needs
Casa del Mirto – The Haste
City Final – The lion’s tears
Brunori SAS feat. Dente – Il suo sorriso
Beirut – East Harlem
M+A – Kim dance dance!
M+A – Liko, Lene, Lisa
Eels on Heels – Blank Skin
Anubi – Capital City
Diva – Il paradiso su Retequattro
Raein – Nirvana
The R’s – I love my family
Lamigdala – You&I (the string theory)
per scaricare la puntata in formato mp3, basta premere il tasto destro (e salvare con nome) su questo link.
In questa puntata vi abbiamo presentato:
in diretta telefonica, Luigi Segnana della Casa del Mirto, che ci ha parlato di questo interessantissimo progetto, del loro disco più acclamato, il doppio 1979 + 1979remix, della ricerca musicale e del loro live set, recentemente ammirato dal pubblico al Mi Ami 2011;
al telefono, Alessandro ci ha presentato gli M+A, duo forlivese che negli ultimi 12 mesi si è fatto conoscere tramite internet e una serie di live, incuriosendo diversi critici e ricevendo ottime risposte dal pubblico, e che in autunno pubblicherà il primo LP;
per la ventitreesima puntata della sua rubrica, l’Ambasciatore d’Italia, il nostro amico Enrico Enver Veronese, ci ha presentato il nuovo lavoro dei Diva;
per la diciottesima puntata di Dance Like…, una portavoce di Gianluigi di Dance Like Shaquille O’Neal ci ha presentato gli Eels on Heels;
per la settima puntata della sua rubrica, Francesco di Indie Riviera ci ha parlato di crowfunding e nuove forme di finanziamenti alla musica indipendente; in coda, ci siamo ascoltati i City Final;
per la terza puntata della loro rubrica, abbiamo ascoltato Davide di The Breakfast Jumpers, che ci ha presentato i Raein e raccontato qualcosa del recente Mi Ami, a cui ha assistito;
in chiusura di puntata, si è parlato con Marco, nostro amico di vecchia data (conduttore di Notizie sullo Stato della Musica nell’età della Pietra – che oggi trovate a quest’indirizzo), uno degli organizzatori di Insanamente – Cortona Sound Festival, interessante rassegna di musica indipendente italiana che quest’anno si terrà tra l’8 e il 10 luglio (tutte le info a questo link). Ci ha quindi fatto ascoltare i brani di due delle band ospitate: abbiamo pescato tra gli emergenti, ossia The R’s (recentemente sbarcati negli USA per firmare con una prestigiosa etichetta indie) e i Lamigdala (vincitori del contest legato annualmente al festival).
Tra le altre cose, si è quindi parlato di concerti nella settimana 20-26 giugno, Eva Mon Amour, Port-Royal, Marlowe, Brunori SAS & Dente, Beirut e Anubi.
vi ricordiamo come sempre che il venerdì dalle 10 alle 12 su POLI.RADIO va in onda la replica della puntata della settimana precedente de Gli IndiePatici!
Abbiamo chiesto ai nostri amici Jules Not Jude (intervistati qualche tempo fa in diretta telefonica - qui il podcast) di raccontarci la loro esperienza a Londra, dove hanno registrato l'ultimo EP: Wonderful Mr Fox (uscito per Produzioni Dada, e in download e streaming gratuiti a questo link).
Quello che segue è la storia della giornata dell'11 marzo scorso, anticipata dal video ufficiale che i ragazzi bresciani hanno girato nell'occasione: Don't Stop Your Thoughts in a Name. La penna è quella di Simone Ferrari.
La scorsa settimana avevamo chiuso il post sulla Sangue Disken annunciando una "puntata numero 2". Ed eccoci qui a parlarvi dei MANETTI!
Lunedì scorso, nel corso della 35esima puntata della trasmissione, il nostro amico Enver (Italian Embassy, Blow Up) ce li aveva presentati così:
"I Manetti! sono una band di Como e del suo hinterland, che ha appena pubblicato il secondo disco per la Sangue Disken di Barnaba Ponchielli. Un disco che rimanda al concetto di indierock degli anni '90 (ma anche fino ai primi del 2000), asciutto inquieto ed emotivo; mi ricordano anche i Giardini di Mirò di Dividing Opinions, pur avendo questi ultimi una classe al momento ancora superiore. Nel disco però sento anche echi di Notwist (vedi You and I and the Screaming Trees), trovo brani dai titoli accattivanti (Grunge is Dead, AM Summer Trio - che ai fan dei Grandaddy ricorderà AM 180). Sono canzoni post-rock, con chitarre new-wave.
Lo metterei accanto a un disco prodotto da Fool Tribe&Upupa poco tempo fa, quello dei Maybe Happy, e ripercorre quelle nostalgie di noi ultratrentenni per la musica anni '90 con cui siamo cresciuti. Da una parte c'è la scream di Ruggine, Gazebo Penguins, Fine Before You Came; dall'altra questi suoni che implodono invece di esplodere".
E allora intanto questo è il video di YOU AND I AND THE SCREAMING TREES, e nel prosieguo del post troverete un'intervista alla band e lo streaming di tutto l'album.
[SIGLA] Luigi Tenco – Il tempo dei limoni Fine Before You Came – Fede Madame Lingerie – Più niente Heike Has The Giggles – Dear Fear Mariposa – Con grande stile Mariposa – Pterodattili Brunori SAS – Rosa Mug – Pulp (Disco Muug) Nada – Il comandante perfetto Arctic Monkeys – Piledriver Waltz Manetti! – You and I and the Screaming Trees A Classic Education – What my life could have been Buzz Aldrin – A monster’s gun into a lover’s mouth The Rapture – How deep is your love Mug – Memorie Alessandro Fiori – Catino blu The Head and The Heart – Lost in my mind
per scaricare la puntata in formato mp3, basta premere il tasto destro (e salvare con nome) su questo link.
In questa puntata vi abbiamo presentato:
in diretta telefonica, Michele Orvieti dei Mariposa, che ci ha parlato del nuovo disco, Semmay Semiplay, della ricerca musicale e l’originale approccio della band, del tour estivo e poi più in generale della situazione della scena italiana e del lavoro per la Trovarobato, una delle più importanti etichette indipendenti;
al telefono, Mattia e Andrea ci hanno presentato l’Here I Stay Festival, bellissima iniziativa che avrà luogo il 29-30-31 luglio in Sardegna, per la precisione a Pozzo Gal (Arbus – Sardegna Occidentale) e raccontato il loro impegno anche sotto forma di produzioni, con l’omonima etichetta;
per la ventiduesima puntata della sua rubrica, l’Ambasciatore d’Italia, il nostro amico Enrico Enver Veronese, ci ha presentato il secondo, omonimo disco dei Manetti!, uscito per la Sangue Disken (di cui si è parlato in questo post);
per la diciassettesima puntata di Dance Like…, Gianluigi di Dance Like Shaquille O’Neal ci ha presentato il nuovo singolo di The Rapture;
per la sesta puntata della sua rubrica, Francesco di Indie Riviera ci ha parlato di I-Cloud e “legalizzazione” dei download; in coda, ci siamo ascoltati Rosa, brano estratto dal secondo disco di Brunori SAS, intitolato “Volume 2 – Poveri Cristi”;
eccezionalmente, e per quasi tutta la puntata, è stato in cabina Fabio, bassista dei Mug, interessante band romana che in questi giorni ha pubblicato il nuovo lavoro, Demo 2011 (in streaming sul blog di Dance Like Shaquille O'Neal). Con l’occasione si è parlato anche di festival estivi (i Mug saranno al Ludovico Van, vicino Avellino – tutte le info qui) e di musica in generale.
Tra le altre cose, si è quindi parlato di concerti nella settimana 13-19 giugno, Fine Before You Came, Madame Lingerie, Heike Has The Giggles, Alessandro Fiori, Arctic Monkeys, A Classic Education, Buzz Aldrin, Nada e dei The Head and The Heart.
vi ricordiamo come sempre che il venerdì dalle 10 alle 12 su POLI.RADIO va in onda la replica della puntata della settimana precedente de Gli IndiePatici!
Scoperti grazie ad un tweet di Righe Indie, gli Oh NO ITs POk ci hanno incuriosito per un paio di ragioni almeno.
Intanto il fatto che sembrano recepire e far loro, allo stesso, tempo un'estetica anni '80 (alla Decibel, viene da dire - ma è evidente anche una certa affinità con i primi Bluvertigo), un'attitudine decisamente punk e una serie di riferimenti culturali che fanno pensare al Giappone odierno. E poi il coraggio di pubblicare un disco - Visitors NOT Visitors - molto lungo (13 pezzi), completamente autoprodotto e soprattutto apparentemente fuori tempo, fuori contesto, nella scena italiana.
E allora ci è venuto spontaneo chiedere un'intervista e cercare di capire chi siano questi ragazzi.