Lo scorso Lunedì 14 marzo abbiamo avuto occasione di intervistare PierPaolo Capovilla, leader de Il Teatro degli Orrori e di One Dimensional Man, impegnato in quel momento nel mini-tour di "Eresia", progetto di reading di Majakovskji che ha curato insieme all'amico Giulio Favero.
Di seguito la trascrizione dell'intervista.
Per ascoltare il file audio, basta andare sul blog di Fusoradio, a questo link.
IndiePatici: Sul finire del 2010 hai stupito il Festival del Mei, presentando il reading di Majakovskij con la chitarra e il basso di Favero e Pupillo. All’interno di “A Sangue Freddo” lo hai cantato e ora lo reciti. Qual è il legame da lettore che hai avuto con questo autore. E quale opera ti scorre nelle vene.
PP Capovilla: In realtà Majakovskij lo conosco solo da qualche anno, mi sembra di essere ritornato studente universitario… Abbiamo iniziato con la piccola sfida di mettere in musica, in una canzone rock, una sua lirica (“Majakovskij” in “A sangue freddo”, ndr) e la sfida ci è piaciuta e siamo riusciti a vincerla. Approfondendo le liriche majakovskiane, mi è venuto in mente che si poteva farne qualcosa di più. Ci abbiamo lavorato dei mesi e il risultato sarà, appunto, questo reading molto impegnativo e molto emozionante diviso in due parti. La prima sarà il M. rivoluzionario, la seconda il M. legato al tema dell’amore e a temi più privati.
E quale preferisci?
Non c’è dubbio che io preferisca questo secondo M. più emotivo. E’ proprio diversa la dialettica quando si riferisce al privato. L’amore non è solo quello tra un uomo e una donna o fra due esseri umani ma anche l’amore per il cuore dell’uomo, per l’umanità, per il socialismo. Erano gli anni ’20 e l’umanità nutriva speranze completamente diverse da quelle che abbiamo oggi.
Forse non è stato un caso l’aver scelto proprio il cantore della “Rivoluzione D’Ottobre”
Sì, anche perché la grande poesia è anacronistica, la sua grande universalità la rende così.
M., il grande poeta della Rivoluzione, credo che anche oggi sia in grado di indurre le persone a sperare, a darsi degli obiettivi, a lottare per una società più giusta e uguale.